domenica 24 giugno 2018

CIAO CARLO


Ciao Carlo, la notizia ha colto di sorpresa noi tutti.
Ho pensato di ricordarti con alcune foto che, nel corso degli anni, ti ritraggono sorridente partecipare alle nostre attività e soprattutto con quella di un pannello del Museo dell'Emigrazione Pietro Conti di Gualdo Tadino che, spero, possa rappresentare, almeno un parte, il tuo impegno come fondatore ed animatore instancabile, in Italia e all'estero, dell'ARULEF (Associazione Regionale Umbra Lavoratori Emigrati e Famiglie).






Riporto il testo del pannello con la speranza che la memoria, soprattutto in questi giorni, possa aiutarci: 
"Per non dimenticare un pezzo importante della storia del nostro paese e per capire i fenomeni dell'oggi, l'emigrazione di milioni di italiani è stata dapprima oscurata perché disturbava l'orgoglio nazionale, è stata poi considerata buona e contrapposta a quella cattiva di chi oggi arriva in Italia a cercare futuro. Si dice che i nostri emigrati erano richiesti e che non erano clandestini dimenticando i mille modi utilizzati per entrare in quei paesi che non li volevano, dimenticando che solo cinquant'anno fa gli italiani morivano nel tentativo disperato di passare i valichi di Francia e Svizzera, dimenticando il ruolo avuto nella criminalità organizzata di molti paesi dove sono emigrati. Contro l'intolleranza dell'oggi vale la pena ricordare l'epoca in cui eravano noi i diversi, eravamo noi a turbare il paesaggio umano di città straniere, eravamo noi ad essere considerati un pericolo per l'ordine pubblico. Ricordare ci aiuterebbe non solo a capire chi adesso vive la stessa sorte nel nostro Paese ma anche a non rinnegare esistenze cui dobbiamo parte dell'odierno benessere e quindi della dignità individuale".

Gli amici del Centro Sociale Guglielmi si stringono intorno ad Anna e alle tue figlie Sara e Kalinka.

Il Presidente, Lorenzo Gianfelice

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